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Metropolis
17 febbraio 2010 pubblicato da galatea

Metropolis é universalmente riconosciuto come modello per una buona fetta di cinema e letteratura di fantascienza moderna. Film muto del 1927 girato dal genio austriaco Fritz Lang pone le basi per quella che più tardi sarà chiamata fantascienza interna, cioé tutta quella fantascienza che si rivolge più che alle stelle all’evoluzione umana e alle sue problematiche SocioTecnologiche.
é da segnalare una bellissima versione del 1984 curata da Giorgio Moroder, completamente a colori e con una colonna sonora assolutamente fantastica e degna di un film di questo calibro. Moroder riuscì con un magistrale lavoro di restauro e recupero a restituirci una versione abbastanza completa del film, superata solo da recenti ritrovamenti di alcune pellicole assolutamente intatte.
 Sono molte le curiosità e gli aneddoti a riguardo di questo film ma questa volta penso sia meglio soffermarci su la genialità del film stesso e sulla sua incredibile attualità. Volutamente scelgo di tralasciare la genialità del Robot Donna creata dal professore pazzo Rotwang (se vogliamo cosi straordinariamente simile al D-3BO di Guerre Stellari ) e le sue implicazioni nella storia.

La città di Metropolis, novella Babele si erge verso il cielo in uno sfavillante gioco di luci. Una classe di eletti controlla la città facendone pagare il prezzo più alto alla classe di lavoratori che edificano e mantengono funzionanti le mille macchine della meravigliosa città.
Federer (figlio dell’ideatore di Metropolis) e Maria (Insegnante dei bambini degli operai) per una serie di eventi si conoscono e si innamorano. Da quel momento Federer inizia a rendersi conto delle condizioni disumane in cui vivono gli operai e le loro famiglie.
Maria cerca di trattenere l’ormai incontenibile ira dei lavoratori e Federer senza successo avvalla le ragioni degli stessi nei confronti del padre che lo ripudia.
I lavoratori si ribellano e fermano le macchine, la città cade nelle tenebre, Il padre di Federer vede il suo sogno sgretolarsi e comprende il suo sbaglio mentre nel sottosuolo la città degli operai viene inondata in quanto anche le pompe che la mantenevano sicura si sono fermate.
La furia degli operai diviene disperazione quando capiscono che la rivolta e la violenza non hanno fatto altro che condannare i loro figli rimasti richiusi nella città sotterranea.
Ma Federer e Maria hanno salvato i bambini e fanno così capire a tutti che l’unico futuro per Metropolis è quello in cui tutti possano godere della sua luce.
Penso che al di là dei mille spunti che questo film ha potuto dare al cinema e alla letteratura debba essere preso a modello il messaggio finale del film che purtroppo dal lontano 27 resta ancora inascoltato.
Tra la Mente e il Braccio deve sempre esserci il Cuore.

Autore
galatea

Commenti

belfagor
07 marzo 2010 21.22
Il capolavoro di Fritz Lang, è una delle opere più sconvolgenti e visionarie mai esistite. Una delizia per gli occhi. Concordo pienamente con quello che tu hai scritto.

    

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