La vera tristezza risiede nel fatto che solo il titolo di questo mio breve sfogo avrà immediatamente risvegliato nella memoria di un buon 80% dei lettori (stima ottimista), una trasmissione di dubbio gusto che ha riempito i nostri palinsesti televisivi in questi ultimi anni. Anche quando fu presentata nessuno si preoccupò più di tanto di citare da dove la dicitura “Grande Fratello” proveniva.
“Il Grande fratello” o per gli amici più intimi “The Big Brother” è incarnazione e icona di un partito totalitario che spia attraverso gli schermi televisivi i suoi cittadini in un grigio e cupo futuro immaginato da George Orwell nel suo romando 1984 scritto nel 1948.
Ovviamente tale citazione non è stata più di tanto sbandierata in quanto ho il sospetto che non sia gradito che un telespettatore perda tempo leggendo libri. Però se proprio non siete appassionati di lettura potreste cimentarvi nella visione di un ottimo film del 1984. Il suo titolo è ovviamente 1984, diretto da Michael Radford e nel cast ricordiamo John Hurt e l’indimenticabile Richard Burton in una delle sue ultime interpretazioni cinematografiche. La colonna sonora vanta la presenza degli Eurythmics allora ancora non universalmente noti. Il film è un ottima e aderente riduzione del romanzo e merita di essere visto come il romanzo di essere letto, ma a quanto pare i contenuti molto rivelatori sui sistemi che un regime può adottare su come controllare le masse evidentemente non piace a chi deve garantire la nostra felicità e quindi diventa un po’ difficile vederlo in prima serata.

Visto che siamo in ballo, e visto che non è possibile parlare di 1984 e poi tacere, allora balliamo. “THX1138” incredibile film del 1971 di George Lucas, si, esatto, quello di Guerre Stellari. Il film appare come una ulteriore rivisitazione di 1984 dove però questa volta il grande fratello è un Gigantesco Calcolatore incaricato di governare e rendere gli uomini felici. Come si potrà immaginare anche in questo film, precursore del Cyberpunk e novello Matrix, le cose non andranno per il verso giusto.
Non c’è due senza tre, quindi alziamo la posta con un tris consigliandovi la visione di un onirico futuro regalataci da Terry Gillian, magari qualcuno si ricorda anche chi erano i Monty Pyton, nel suo film Brazil del 1985 dove ancora una volta le tematiche di 1984 ritornano alla ribalta genialmente reinterpretate.
Citando questi tre capolavori non posso poi che darvi degli spunti di ulteriore approfondimento come “Il Mondo Nuovo” o “Soylent Green”, quindi le mani le avete, internet anche, datevi da fare.
La visione non è certo più facile per il nostro ultimo ma non ultimo capolavoro che ci viene costantemente occultato da Mamma Rai la quale si guarda bene dal trasmetterlo e le rare volte che lo fa si assicura che venga fatto in orari in cui nessuno, neanche casualmente ne possa usufruire.
Parlo di “Fahrenheit 451”, occhio !, leggete bene, non è il Fahrenheit che credete voi. Questo è stato girato nel 1966 da niente meno che “Francois Truffaut” e tratto da l’omonimo romanzo del grande Ray Bradbury del 1953. Il film è un assoluto capolavoro e narra di una società molto simile a quella di 1984 dove è vietato leggere libri, del resto anche in 1984 il partito, con l’adozione della Neo-Lingua, cerca di ridurre al minimo la capacita di comunicazione dei suoi cittadini come cavallo di troia per limitarne in fine la capacità di pensare.
Lascio a voi l’ardita impresa di riuscire se non in televisione, almeno in DVD a vedere questi capolavori, prima che vengano vietati e bruciati, come i libri di Fahrenheit 451.