
“L’uccello dalle piume di cristallo” è il film che nel 1970 ha portato alla ribalta Dario Argento poi consacrato come Re del cinema horror italiano con l’uscita del celeberrimo “Profondo Rosso”.
“L’uccello dalle piume di cristallo”, per un verso o per l’altro ha influenzato profondamente tutta la produzione di Dario Argento degli anni a venire compreso “Profondo Rosso” che ha molti appare come una rivisitazione del suo predecessore, omicidi efferati, casuali coinvolgimenti, particolari visti ma dimenticati e rivelazione finale.
Dario Argento ha sempre sostenuto di scrivere da solo i propri soggetti rinchiudendosi in alberghetti romani in attesa di una qualche ispirazione. Inoltre ha sempre affermato che per lui sarebbe stato impossibile dirigere un buon horror senza averlo ideato lui stesso.
Questo è stato creduto anche da me per parecchi anni della mia giovinezza fino a che non incappai nei romanzi e racconti di uno noto scrittore americano, famoso soprattutto per i suoi racconti brevi di fantascienza, Frederic Brown (Cincinnati, 29 ottobre 1906 – Tucson, 11 marzo 1972).
Frederic Brown nella sua carriera scrisse anche alcuni libri gialli tra cui The Screaming Mimì (titolo italiano “La statua che urla”, 1949).

Fin dai primi capitoli del libro risulta evidente la clamorosa percentuale d’ispirazione che Daria Argento ha attinto da questo piccolo capolavoro giallo e di quanto poco sia farina del suo sacco.
Inutile dire quanto fù la sorpresa e la delusione per veder crollare così miseramente colui che per me fino a quel momento era stato un mito.
Pur restando un altissimo esempio di cinematografia horror , la trilogia di esordio di Dario Argento, da quel giorno per me perse un po’ del suo valore e forse non sono più riuscito ad apprezzarla per quanto vale realmente.
Se poi vogliamo analizzare tutta la seguente produzione di Dario Argento che tra alti e bassi si è sviluppata fino a questi ultimi anni, vediamo periodicamente riemergere nei “SUOI” soggetti, elementi che comunque riconducono alle medesime costruzioni in una rincorsa a citare se stesso senza riuscire a produrre mai nulla di nuovo.
In ogni caso il romanzo di Frederic Brown è una prova ulteriore del suo genio letterario ed è assolutamente da non perdere.